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03 Maggio 2012
Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, è intervenuto oggi alla celebrazione della quinta Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, voluta dal Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italiani, in collaborazione con l'Ordine regionale dei Giornalisti e con l'Assostampa siciliana, e patrocinata dalla Presidenza dell'Ars.
Dopo un omaggio a tutti i cronisti morti in nome della libertà di stampa, Cascio ha ribadito il valore della memoria. “La ricerca della verità e l’informazione libera - ha detto Cascio - hanno un costo altissimo, che molti grandi professionisti hanno pagato con un tributo di sangue. Credo sia dovere delle istituzioni ricordarli per sostenere l’importanza dell’informazione imparziale e per affiancare chi con coraggio svolge il proprio ruolo di cronista senza vendersi a nessun padrone.”
Una mattinata ricca di contenuti, trascorsa nella consapevolezza di una chiara rivendicazione del pieno e libero esercizio della professione. Oltre agli interventi programmati delle autorità e dei rappresentanti degli enti del giornalismo, si sono succedute le testimonianze di alcuni familiari dei cronisti uccisi: Elena Fava, figlia di Giuseppe Fava assassinato a Catania il 5 gennaio dell'84; Alberto Spampinato, fratello di Giovanni, ucciso a Ragusa nel '72; Sonia Alfano, eurodeputato e figlia di Beppe Alfano, ammazzato a Barcellona Pozzo di Gotto l'8 gennaio '93.
“Una giornata del ricordo - ha proseguito Cascio - deve essere vissuta anche come movente ispiratore di una maturazione interiore delle coscienze, affinché il sacrificio di quanti hanno dato la propria vita per ottemperare al loro dovere non sia fine a stesso, ma costituisca bensì un’occasione di consolidamento dei pilastri fondamentali della democrazia e il segno di una svolta positiva verso un sempre più marcato progresso civile e sociale.”
La libertà degli uomini si fonda infatti proprio sulla conoscenza e sull’informazione e una società che aspira ad essere moderna, democratica e pluralista, non può farne a meno. Purtroppo non sono pochi i giornalisti che tutti i giorni subiscono minacce, intimidazioni, violenze dai poteri costituiti o occulti.
“Credo - ha concluso Cascio - che per onorare la memoria dei morti e affinché l’informazione rimanga quel valore inossidabile e centrale di un Paese libero ed evoluto, questa giornata, che non a caso cade in una data storica, il 3 maggio - decretata dall’assemblea Generale ONU nel 1993 Giornata mondiale della libertà di informazione - debba servire altresì a riflettere, perché sia sempre garantita la libertà stampa, l’autonomia e l’imparzialità dei cronisti, quali inossidabili principi atti a tutelare non solo loro stessi, ma tutti noi e soprattutto la collettività e i popoli”.












