05 Marzo 2012
E’ stato presentato questa mattina, presso la sala Terrasi della Camera di Commercio, l’Osservatorio economico della provincia di Palermo. Si tratta di un appuntamento istituzionale che la Camera di Commercio, in collaborazione con l’istituto Tagliacarne di Roma, realizza con continuità da dieci anni. L’Osservatorio economico ha in questa edizione esaminato nel dettaglio il settore della sanità, delle strutture, della spesa, fornendo delle indicazioni utili per ridurre le inefficienze e rispondere concretamente alle difficoltà derivanti dal contesto recessivo esogeno.
A descrivere l’andamento congiunturale del 2011 e le previsioni del 2012 numerosi esponenti del mondo politico ed economico siciliano. Tra gli invitati al convegno il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, che ha ancora una volta manifestato il proprio impegno nel fornire un valido supporto per ridisegnare il futuro di Palermo e della Sicilia. I dati, riportati dal presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg, dimostrano un preoccupante deterioramento della situazione generale. Di fronte ad un rallentamento della crescita, ad un aumento del debito pubblico e ad un’economia globale dominata dall’incertezza e indebolita dalla forte instabilità dei mercati finanziari, si delinea un futuro difficile all’insegna di un ritorno in fase recessiva.
Durante il suo intervento, Cascio ha fatto notare l’eccessiva delega al mondo della politica, ricordando l’importanza di una partecipazione più attiva da parte dei cittadini. “Ci troviamo in una nuova tornata elettorale. Spero che sia una campagna ricca di contenuti, di opinioni e di proposte. Ogni candidato proverà a convincere gli elettori a votare il proprio progetto e per farlo dovrà spesso inasprire il dibattito, ma mi auguro che all’indomani delle elezioni tutte le parti si metteranno a lavorare insieme con l’unico obiettivo di garantire il bene comune.”
Il presidente dell’Ars ha poi descritto Palermo come una città ferita e non morta. “Non ho una terapia facile, e non credo che nessuno possa affermare di averla. Però un punto su cui riflettere voglio indicarlo: il nostro è un Comune che riscuote poche imposte, riceve pochi contributi e allo stesso tempo raggiunge livelli di evasione altissimi, che si aggirano intorno all’80 per cento. È questo un aspetto su cui agire. Inoltre, bisogna considerare che il vero problema nel bilancio dell’amministrazione comunale è quello relativo alle municipalizzate, Amat, Amia, Amg e soprattutto Gesip.”