Ultimi comunicati

Il Presidente Cascio con il Console Generale del Regno del MaroccoIl tema dei rapporti tra Sicilia e Marocco e la cooperazione tra le istituzioni dei due Paesi, al fine del rafforzamento degli scambi economici e culturali, è stato al centro dell’incontro, tenutosi questa mattina, a Palazzo dei Normanni tra il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio ed il Console Generale del Regno del Marocco a Palermo, Haddou Esaadi.

Il Console, a proposito delle relazioni euromediterranee, ha affermato: “Crediamo nella centralità della Sicilia e nel suo ruolo di piattaforma strategica di cooperazione nel Mediterraneo”. Egli ha aggiunto: “Il Marocco è caratterizzato da un governo dinamico, anche alla luce delle innovazioni introdotte dalla recente Costituzione adottata, che marca in senso fortemente democratico i profili dei diritti e delle libertà fondamentali del nostro popolo, le pari opportunità alle donne e gli aspetti legati alla regionalizzazione”.

“Credo - ha concluso il Console - che adesso più che mai risulti strategico guardare con attenzione all’esperienza autonomistica della Sicilia, che sul piano dell’integrazione e del sostegno ai processi democratici rappresenta un esempio lungimirante e anche un interlocutore privilegiato, visti i solidi rapporti che intercorrono tra i nostri due Paesi”.

Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio ha detto: “Il Governo marocchino ha adottato molte innovazioni che meritano apprezzamento e l’amicizia e la collaborazione costruttiva che da sempre caratterizza le relazioni tra le nostre reciproche strutture politico-legislative non può che essere propizia allo sviluppo di ulteriori forme di partenariato che sappiano valorizzare la  spiccata vocazione mediterranea delle nostre due realtà e, in questa direzione, l’Ars non può che essere disponibile a consolidare un’interlocuzione che, già da tempo, è contrassegnata da vivacità, continuità e produttività”.

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Commissario StraordinarioHa avuto luogo questa mattina, presso il Palazzo dei Normanni, la visita del commissario straordinario del Comune di Palermo, Luisa Latella, al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Francesco Cascio. Al centro dell’incontro i temi riguardanti l’amministrazione del capoluogo siciliano.

“Andiamo incontro a mesi di duro lavoro per risollevare la città di Palermo dalla crisi che l’ha investita in questi ultimi anni – ha detto Cascio – e sono convinto che la nomina dell’ex prefetto Latella nasca sotto i migliori auspici, con l’appoggio di Governo regionale e nazionale. Ovviamente, il Parlamento regionale siciliano offrirà la massima collaborazione qualora ci fosse bisogno di un suo intervento per coadiuvare l’attività del commissario straordinario”.

“La situazione è effettivamente molto delicata, soprattutto dal punto di vista economico e finanziario – ha riferito Luisa Latella – ma abbiamo predisposto un programma di lavoro per settori, così da gestire gradualmente ma in maniera salda e tenace le emergenze più gravi della città e permettere, allo stesso tempo, una campagna elettorale agibile e più serena”.

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Picasso - Due donneE’ stato presentato ieri a Palazzo Steri il libro di Filippo Astone “Senza padrini - Resistere alle mafie fa guadagnare” a seguito di un’iniziativa promossa dall’Associazione siciliana consumo consapevole, dalla Coop Italia e dall’Università degli Studi di Palermo.

Il giornalista torinese, che opera nella redazione di Mondo (inserto economico del Corriere della Sera), ha ripercorso nella sua inchiesta la storia dell’imprenditoria meridionale, fatta di omertà, pizzo e usura e le tappe del difficile percorso attivato da Confindustria Sicilia.

A discutere del libro il presidente dell’Ars Francesco Cascio, da sempre grande sostenitore della storica decisione di Confindustria Sicilia di escludere dal proprio interno gli imprenditori collusi con la mafia, partendo proprio da quelli che pagavano il pizzo. “Una scelta concreta - ha detto Cascio - che rappresenta uno spartiacque fondamentale per la nostra terra. Ed è  grazie alla propulsione di Antonello Montante e  di Ivan Lo Bello, che si è potuta marcare una nuova logica fondamentale al perseguimento dell’obiettivo di legalità.”

Il libro, come ricorda il sottotitolo, ha inoltre il merito di valorizzare la stretta connessione tra sviluppo economico e capacità di resistere e di ribellarsi alle mafie. E i primi a credere in questo nesso tra legalità e ricchezza sono proprio gli imprenditori di nuovi generazione, quelli che l’autore definisce esponenti della “Primavera imprenditoriale siciliana”.

Cascio ha poi ricordato l’attività svolta in tal senso dal Parlamento Regionale Siciliano durante la sua presidenza. “Ispirati dalle scelte di Confindustria abbiamo con la Legge 15 del 2008 sancito un principio fondamentale: le imprese che non denunciano il pizzo non possono intrattenere rapporti con la Pubblica Amministrazione e sono dunque escluse dalla possibilità di partecipare alle gare d’appalto."

"Infine,  - ha concluso Cascio – mi preme sottolineare che in questa norma abbiamo posto l’antimafia al centro dell’educazione degli studenti sostenendo le spese relative allo svolgimento di quest’azione didattica all’interno delle scuole. Questo è un segnale forte che viene dal Parlamento dei siciliani e che non ha, prima di questa legislatura, mai avuto precedenti e rappresenta perciò una testimonianza indelebile del nuovo humus che alimenta la classe politico-dirigenziale dell’Isola.”

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Francesco Cascio“Sulla mia scelta di dichiarare inammissibile l’emendamento relativo all’azzeramento dei compensi degli assessori tecnici, che era stato presentato al ddl sull’Esercizio Provvisorio, ritengo siano circolate informazioni inadeguate”. Lo afferma il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, intervenendo sulle notizie diffusesi in queste ore dopo l’approvazione ieri all’Assemblea Regionale Siciliana della legge di Esercizio Provvisorio.

“La decisione sull’inammissibilità - continua Cascio - da me assunta è giunta dopo attenta riflessione. Azzerare, infatti, i compensi degli assessori tecnici a questa presidenza appariva ingiusto considerata la mole di lavoro che svolge chiunque si trovi a ricoprire tale ruolo e dubito fortemente che se l’emendamento in questione fosse stato ammesso e poi approvato ci sarebbe stato ancora qualche tecnico disposto a mettere a disposizione della nostra regione le proprie competenze, con la conseguenza che una simile ipotesi avrebbe gravemente compromesso la possibilità per il presidente della regione di poter scegliere discrezionalmente, così com’è nel suo diritto, gli assessori, ovvero assessori tecnici appunto”.

“Inoltre - sottolinea Cascio - sottoporre al voto dell’Aula tale emendamento sarebbe stato inopportuno visto che gli emolumenti degli assessori tecnici saranno oggetto di normazione specifica entro la prossima legge di bilancio, che sarà varata a marzo e, dunque, anticipare ogni determinazione sul punto a ieri, cioè in sede di approvazione dell’esercizio provvisorio, sarebbe stato semplicemente affrettato e non rispettoso dell’equilibrio che, invece, deve contrassegnare i rapporti tra parlamento e governo, al fine del buon andamento della funzione pubblica”.

“L’inammissibilità - conclude Cascio - dell’emendamento in oggetto consentirà, perciò, di affrontare il tema dei compensi degli assessori tecnici con più calma, affinché si adottino, a tal proposito, misure ragionate in grado di conciliare l’esigenza di contenimento dei costi con il rispetto dell’assetto costituzionale e dell’armonia dei rapporti tra gli organi, legislativo ed esecutivo, della Regione”.

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