Francesco_CascioCosì come annunciato nei giorni precedenti, il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, ha tenuto oggi a Palazzo dei Normanni una conferenza stampa per comunicare i provvedimenti assunti in tema di contenimento dei costi della politica. Riunendo in mattinata l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana, ha disposto tagli immediati per 4,1 milioni di euro all'anno, per un totale di 20,4 milioni di euro per l'intera legislatura.

Comincia con un appello ai giornalisti l’intervento di Cascio. “Vi chiedo di aiutarmi a spiegare a tutti gli italiani, le ragioni per cui l’Ars ha un costo di 162 milioni di euro l’anno, risultando essere il Parlamento più costoso d’Italia”. Sono dati oggettivi quelli riportati dal presidente dell’Ars, che chiarisce il perché le altre Assemblee regionali italiane abbiano un costo nettamente inferiore. “Di questi 162 milioni di euro, 40 milioni di euro vengono spesi per le pensioni degli ex dipendenti e altri 20 milioni per le pensioni degli ex deputati. Mentre nelle altre regioni -ha proseguito Cascio- queste spese sono sostenute dagli istituti previdenziali, qui in Sicilia vengono pagate direttamente dal bilancio dell’Assemblea regionale”.

Prima di spiegare in cifre i tagli immediati deliberati dall'Ufficio di Presidenza, Cascio ha ricordato il lavoro già svolto in tema di contenimento, citando la riduzione delle diarie, dei vitalizi, degli stipendi, delle indennità a titolo di aggiornamento politico-culturale, delle  auto blu e delle missioni dei deputati.

“Pur essendo in presenza di un Parlamento sciolto, l’Ufficio di Presidenza ha comunque poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Anzi, in assenza di pressioni politiche abbiamo potuto incidere di più”. La manovra voluta da Cascio taglierà spese per 4,1 milioni di euro l’anno che, se sommata ai 6 milioni di euro di tagli già messi in pratica dall’inizio del 2012, comporterà un risparmio complessivo di oltre 50 milioni di euro. “Alla presenza dell’intero Consiglio di presidenza abbiamo oggi ridotto l’indennità di carica dei deputati graduati del 30%,   abolito il rimborso trimestrale per le spese di viaggio che ammontava a circa 10 mila euro l’anno per deputato, ridotto del 50% l’indennità di trasporto su gomma e il rimborso spese per l’esercizio del mandato, abrogato il rimborso mensile per le spese telefoniche e per le spese postali”.

Cascio, che aveva consegnato già ieri al procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci una corposa documentazione sui fondi assegnati dall'Assemblea regionale ai gruppi parlamentari, ha ribadito l’importanza di collaborare tra istituzioni in un periodo così delicato per la vita democratica del Paese. “L'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea regionale non conosce le modalità con cui i gruppi parlamentari hanno speso i fondi ricevuti come contributo unificato durante l'ultima legislatura. Essendo associazioni di diritto privato non hanno infatti obbligo di rendicontazione. Tuttavia, conoscendo i capigruppo, immagino che siano stati spesi  correttamente”. Cascio ha infine spiegato le voci di spesa che compongono i 12,5 milioni di euro destinati ai gruppi parlamentari. “Questi 12,5 milioni di euro sono divisi in tre voci: 4,5 milioni di euro sono i fondi per i portaborse, 4 milioni i fondi destinati ai dipendenti e i restanti 4 milioni, che sono quelli su cui abbiamo inciso con queste riduzioni, sono i fondi destinati al cosiddetto contributo unificato. La Sicilia -ha continuato Cascio- appare ancora un volta la Regione che più finanzia i gruppi parlamentari, ma questo succede perché nelle altre regioni le spese per i portaborse e le spese per il personale non vengono inserite nella voce gruppi parlamentari”.

Cascio chiude la conferenza stampa con un ultimo appello. “Ho risposto a tutte le domande, con trasparenza e dati alla mano. Spero che questo aiuti l'opinione pubblica a capire. Chi chiede trasparenza deve dimostrare di esserlo”.

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